Il Comune di Arezzo si impegnerà per riaprire
la stazione ferroviaria di Rigutino-Frassineto. Il consiglio comunale ha
infatti approvato all'unanimità l'atto di indirizzo
presentato da Luigi Scatizzi dei Popolari per Arezzo per valorizzare il
transito ferroviario che attraversa la Valdichiana, recuperando una
stagione già esistente ma dismessa ormai da anni. La richiesta è dettata
soprattutto dalla necessità di alleggerire il traffico automobilistico
lungo la Sr71, un tratto di strada pericoloso che attraversa numerose
frazioni da Olmo a Vitiano e che è costeggiato dalla linea ferroviaria
Firenze-Roma. La presenza della ferrovia può quindi rappresentare
un'importante soluzione per alleggerire la pressione del transito
automobilistico, favorendo benefici ecologici, garantendo maggior
sicurezza alle frazioni e, soprattutto, offrendo un'alternativa al mezzo
privato per i tanti collegamenti quotidiani tra il capoluogo e la
Valdichiana. In questo senso diventa dunque di primaria importanza
rendere nuovamente attiva la stazione di Rigutino-Frassineto che, chiusa
dal 1994, andrebbe a servire una zona che negli ultimi anni ha
conosciuto un considerevole incremento demografico e che si è ampliata
anche da un punto di vista industriale e commerciale.
"Il mio è un ruolo di opposizione
costruttiva". Con queste parole Luigi Scatizzi, capogruppo dei Popolari
per Arezzo, prova a smorzare la polemica innescata negli ultimi giorni dalle
dichiarazioni di alcuni consiglieri comunali d'opposizione circa il suo
appoggio al Pd. Scatizzi è stato infatti chiamato in causa nel corso
dell'ultimo consiglio dal capogruppo del Pd Matteo Bracciali che ha richiesto
il suo voto favorevole sulla variazione di bilancio, motivando l'invito con il
fatto che i Popolari per Arezzo non svolgono "opposizione strumentale".
Da quel momento Scatizzi è stato citato nei commenti di Daniele Farsetti,
Gianni Mori e Marco Tulli, dunque il consigliere ha ora deciso di chiarire la
propria posizione nelle dinamiche del consiglio. «Il Pd ha illustrato la propria difficoltà numerica per una votazione
urgente come quella del bilancio - spiega Scatizzi. - Alla vigilia del consiglio mi è stato domandato quale sarebbe stato il
mio comportamento su questo argomento e io ho risposto che, vista la natura tecnica
del provvedimento, avrei votato a favore, chiedendo però che questo invito
fosse rivolto all'intero consiglio comunale. Per quanto mi riguarda, dunque, il
voto favorevole non racchiude alcun significato politico ma solo l'accoglimento
di una richiesta che ho valutato secondo coscienza e non secondo ragioni
meramente politiche».
I patti parasociali che regolano
l'operato di Nuove Acque sono scaduti dal 2008. Da cinque anni, dunque, manca
un qualsiasi documento che chiarisca la gestione dell'ente e che indichi i
rapporti tra questo e le amministrazioni. Ad aver posto il problema nel corso
dell'ultimo consiglio comunale sono stati i Popolari per Arezzo che si sono
rivolti all'assessore competente Paola Magnanensi per chiederle di porre
rimedio a questo vuoto e di provvedere rapidamente ad un rinnovo dei patti
parasociali con Nuove Acque. «I patti in
questione - spiega il consigliere Luigi Scatizzi, - sono gli accordi che regolamentano la governance e i comportamenti di
una società partecipata in vista di un interesse comune. La scadenza di questi
patti elimina le amministrazioni dalla gestione dell'azienda e toglie al
consiglio comunale ogni potere di indirizzo nei confronti di Nuove Acque, con
l'operato della società che diventa arbitrario e con un conseguente danno
all'intera cittadinanza che non vede tutelati i propri interessi. Alla luce di
tutto questo, ho chiesto all'amministrazione di ridefinire i patti parasociali
per riuscire così a recuperare il ruolo pubblico nella gestione di un bene
tanto prezioso come l'acqua».