No alla tassa sui fossi. La ferma
opposizione arriva dai Popolari per Arezzo che sottolineano l'inutilità del
Consorzio di Bonifica e lo spreco di risorse associato alla sua gestione. La
posizione del consigliere comunale Luigi Scatizzi è netta e si pone in
un'ottica di razionalizzazione di tutti quegli enti pubblici tenuti in vita
solo per assegnare poltrone ma che costituiscono un inutile aggravio di risorse
per la pubblica amministrazione e per i cittadini. L'ultimo esempio di questi
sprechi è testimoniato dal meccanismo elettorale messo in piedi dal Consorzio
di Bonifica per la nomina degli amministratori, che ha comportato un importante
dispendio economico. «I compiti del consorzio
- spiega Scatizzi, - possono esser
svolti da altre società o da altre strutture pubbliche già esistenti, dunque
ribadiamo la nostra contrarietà a questo ente. Queste realtà costituiscono solo
una spesa per il cittadino che finisce per pagare una tassa non per ottenere un
reale servizio ma per tenere in vita un organismo che potrebbe benissimo esser
superato».
Degrado e scarsa manutenzione stanno
sempre più interessando il quartiere di San Donato. La denuncia, lanciata dai residenti
e dai commercianti della zona, è stata raccolta dai Popolari per Arezzo che,
nel corso dell'ultimo consiglio comunale, hanno presentato un'interrogazione
all'assessore ai lavori pubblici Franco Dringoli per illustrare i disagi di un
quartiere intensamente abitato e a due passi dall'ospedale cittadino. La prima
problematica riguarda la scarsa illuminazione perché, appena cala la sera, la
maggior parte della zona rimane al buio e si riduce il senso di sicurezza
avvertito dai residenti e dai pedoni. Questo problema riguarda sia l'illuminazione
delle strade e dei marciapiedi, sia gli altri luoghi di socializzazione come il
giardino, l'area attrezzata con i giochi e il parco Pionta, tutte zone molto
frequentate anche da bambini e ragazzi.